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NEWS - Niente sanzioni per gli acconti carenti determinati dal rinvio dell’IRI

Niente sanzioni per gli acconti carenti determinati dal rinvio dell’IRI
 
  26 giugno 2018

Con RM n. 47/E/2018, l'Agenzia delle Entrate ha confermato la non applicazione delle sanzioni e degli interessi in relazione agli acconti IRPEF 2017 calcolati secondo il metodo previsionale che, per effetto del rinvio del regime IRI al 2018, risultano insufficienti rispetto all’imposta dovuta per il 2017. Nel caso esaminato dalla risoluzione, in particolare, il legale rappresentante di una Sas ha deciso di optare per il regime IRI già a partire dal 2017 e, pertanto, ha calcolato gli acconti IRPEF dovuti per il 2017 con il metodo previsionale, riducendo l’importo da versare rispetto all’ordinario metodo storico. Con riguardo alle modalità di regolarizzazione della fattispecie, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che laddove il versamento degli acconti IRPEF risulti insufficiente esclusivamente per effetto dello slittamento al 2018 del regime IRI, e non anche per altre previsioni rivelatesi errate, in applicazione del principio di tutela dell’affidamento e della buona fede del contribuente, non è contestabile la sanzione per carente versamento di cui all’art. 13, D.Lgs. 471/1997. Entro il termine previsto per il versamento del saldo IRPEF 2017, pertanto, il contribuente deve determinare definitivamente l’imposta dovuta per il 2017, senza applicazione di sanzioni e interessi. È poi necessario compilare il prospetto di cui al rigo RS148 ("Rideterminazione dell’acconto") e del rigo RN38 ("Acconti") del modello REDDITI 2018 PF.


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