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NEWS - Chiarimenti sull'obbligo di tracciabilità delle retribuzioni

Chiarimenti sull'obbligo di tracciabilità delle retribuzioni
 
  22 giugno 2018

La L. 205/2017 ha introdotto l’obbligo, con effetto dal 1.7.2018, di corrispondere la retribuzione ai lavoratori esclusivamente tramite mezzi tracciabili (si veda la TA n. 41/2018). Con Nota n. 4538/2018, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha precisato che la violazione di tale nuovo obbligo si determina, oltre che in caso di corresponsione della retribuzione con modalità diverse dai mezzi di pagamento tracciabili specificatamente previsti, anche quando all’utilizzo di tali sistemi di pagamento non consegue l’effettivo versamento delle somme dovute (come, ad esempio, in caso di revoca del bonifico bancario in precedenza disposto a favore del lavoratore o di annullamento di un assegno prima del suo incasso). Trattandosi di un illecito non materialmente sanabile, inoltre, non opera la diffida e, pertanto, gli organi ispettivi devono irrogare direttamente la sanzione prevista (da € 1.000 a € 5.000). È invece ammessa la procedura di oblazione di cui all'art. 16, L. 689/1981, con riduzione della sanzione a 1/3 del massimo (€ 1.667) qualora il versamento intervenga entro 60 giorni dalla notifica del verbale di accertamento. Il versamento deve essere eseguito a mezzo modello F23, utilizzando il codice tributo "741T".



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